Brevi cenni storici.

Pescina è una città di origini assai remote e l’uomo vi fece la sua prima comparsa sin dai tempi della preistoria poiché si trattava di un territorio ricco di selvaggina, di acqua ed altre risorse naturali. Questo insediamento fu particolarmente realizzato quando, su una montagna appenninica, a circa 830 metri sul livello del mare, un gruppo di uomini costruì delle mura mastodontiche (dette anche “mura ciclopiche” e di cui rimangono oggi solo alcune tracce) formando un circuito ovale per circa tre km. Naturalmente si tratta di una struttura formata da grossi massi a forma di parallelepipedo, incastrati tra loro con l’ausilio di pietre più piccole, che prende l’appellativo di “ciclopiche” come conseguenza dell’imponenza fisica degli abitanti dei vari villaggi. Tutto ciò trae la sua origine da una profonda esigenza che da tempo le popolazioni marse avvertivano e che può essere sintetizzata con la parola “sicurezza”. Infatti, essendo esse costituite per lo più da piccoli gruppi sparsi lungo le rive dell’allora florido lago del Fucino, non riuscivano a fronteggiare idoneamente le sempre più frequenti incursioni barbariche e le dannose inondazioni del lago medesimo. Per questo, pian piano, si passò in una zona più tranquilla e sicura nominata “la Rocca” e protetta proprio dalle suddette mura. Questa nuova posizione strategica, nettamente sfavorevole per gli attacchi bellici, fornì alle popolazioni una “stabilità” importante che durò fino all’arrivo in Italia degli Unni, Longobardi e Goti. All’astuzia disarmante di questi popoli però non si seppe far fronte e furono distrutti tutti i villaggi compresi uomini e mura ciclopiche. Il primo rifiorire di un nuovo centro abitato fu immediato e si realizzò a ridosso delle rovinose mura ciclopiche e sulla sommità di una gola ampia e profonda, ideale per la difesa. Negli anni successivi fu costruito un castello (oggi castello dei “Ruderi”), di cui per altro ora rimane una sola torre, e si cominciò a giovare del favore dei primi signorotti ai quali, in cambio della protezione basilare, si era vincolati da obblighi monetari, di leva o di servitù. A consolidare di questa organizzazione nacquero regole chiare e precise per la sicurezza dei centri abitati e la identificazione di ogni suo singolo componente come testimonia la bolla di Papa Gregorio XIII del 1580. Sempre con l’ausilio di tale documento, poi, si nota l’elevazione di una sede vescovile dove visse San Berardo di Colli di Monte Bove, ai quei tempi vescovo dei Marsi ed oggi venerato protettore di Pescina. La sede vescovile fu, per la verità, spostata dopo che la città di “Marruvium”, oggi San Benedetto dei Marsi, venne distrutta dalle inondazioni del lago Fucino. La nascita di Pescina come vero e proprio centro abitato si ha, però, con l’unione di alcune località sotto la”protezione” del castello; tra queste si annoverano Castelrotto, Atrano, Geno, Cardito, Leone, Casella, Apinianici, Prezzolo ecc… oggi adibite all’agricoltura o alla costruzione di modesti quartieri. Il nome di Pescina, invece, deriva dal fatto che le acque, invadendo i terreni posti in prossimità del fiume, davano origine a delle vere e proprie piscine.

 

 

Elaborazione testi: A.P.

 

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